20.12.10

sono qui in stanza che cerco di finire di leggere il giovane holden e sento mio padre di la in salotto che legge il giornale ad alta voce per farsi sentire da mia mamma che sta preparando il pranzo. legge sulle proteste di questi giorni a roma, legge di un liceo romano occupato. l'unica cosa che riesco a pensare è che io, in 5 anni di superiori, ho visto fin troppo spesso gli studenti più svogliati diventare improvvisamente i manifestanti accaniti. chiedevano una scuola migliore, più soldi, meno costi, ma poi, su quello che già avevano, ci sputavano sopra. Vigliacco se c'era uno studente che studiava 6 ore al giorno a urlare con il megafono. quello che penso è che questi poveri teppisti vogliono solo fare casino, e della scuola non gliene freghi proprio un cazzo. e mi fanno ancora più ridere quei quattro poveri giornalisti che li ascoltano pure. le cose nel mondo non sono mai perfette e se aspettiamo la perfezione per iniziare a impegnarci, non lo faremo mai.

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